Come ape al MieleRuvida carta. Nastro rosso, probabilmente seta. Leggera sul palmo, pesante nel cuore.Se avessi il coraggio di aprirti, di toccarti, di sfiorarti, così saresti per le mie dita tremanti.Ed invece resti lì, su una scrivania illuminata debolmente dal sole che scivolando via accarezza il legno consumato dal tempo. Emani un vago profumo di gelsomino; si insinua fra i mie capelli, nelle mie narici e più su ancora inebriandomi nell'estasi primaverile in arrivo. I mie occhi fermi fissano la tua corona di setoso rubino che ti avvolge, materna protezione, da sguardi indiscreti, estranei all' Intimità che porti in grembo.Il mio re
Come una cavolata ti occupa una giornata
Quel giorno in un modo o nell'altro è stato produttivo!
Quando non ho più testa di studiare, ecco cosa combino alle mie povere dita